Il Palazzo
Cenni storici, architettura, restauro e arte
Cenni storici
Dal 1675
E’ l’edificio storicamente più importante di Turano ed è anche quello architetturalmente più rilevante, uno dei palazzi storici più belli del lodigiano. Sorge sullo spalto dell’antico paleoalveo dell’Adda, dove un tempo sorgeva un castello. Con l’avvento dei Calderari a Turano nel 1675 risistemarono la vecchia struttura trasformandola in una sontuosa villa di campagna, con ampi saloni decorati, uno scalone che porta ai piani superiori con diverse sale con vaste finestre e porte e due balconi che danno la possibilità di spaziare con lo sguardo sulla campagna circostante e verso il cortile interno.
Dal 1800 al 1900
Dal 1980 a oggi
Verso la metà del 1980 a causa delle scarsità delle vocazioni, le rimanenti suore vennero trasferite e il Palazzo fu posto in vendita dallo stesso Ordine religioso e fu acquistato da una azienda privata che ne iniziò il restauro , riportandolo a quello splendore che possiamo ammirare oggi.
Architettura
I saloni vantano pareti e soffitti a cassettoni ricchi di affreschi di gusto barocco completamente recuperati e minuziosamente restaurati. Al piano terra spicca la Sala Verde, che si affaccia da un lato sul patio dell’elegante corte e dall’altro direttamente sul Giardino Nobile.
Da questo ambiente si aprono altre sale affrescate e nell’ala est una piccola cappella. Ai lati dello stupendo salone, sette spaziose sale completano, con grande eleganza, l’offerta della struttura. Attraverso lo scalone d’onore si accede al Salone delle Feste, il cui restauro ha riportato alla luce pregevoli affreschi. Scendendo una suggestiva scala con una balaustra in ferro battuto, si accede ad un ampio giardino situato sul fronte nobile della villa, cornice ideale per ricevimenti in ogni stagione. Meeting e congressi trovano a Palazzo molteplici soluzioni dai piccoli ai grandi numeri.
Il restauro
Intervento di restauro e risanamento conservativo di Palazzo Calderari
Il palazzo sorge sulle rovine dell’antico castello che dominava il feudo lodigiano di Turano; il suntuoso assetto volumetrico della costruzione e l’apparato pittorico sono dovuti alla famiglia Calderari, a cui i Visconti hanno ceduto il feudo e che, a partire dal 1675, ne fanno un simbolo di prestigio. A seguito dell’estinzione dei feudi e della famiglia Calderari, il palazzo vede un periodo di declino che dura sino al 1997 quando, con il suo acquisto da parte della attuale proprietà, iniziano i lavori di restauro che riportano agli antichi splendori una delle più belle testimonianze dell’architettura sei-settecentesca. Il palazzo, a pianta quadrangolare ed organizzato intorno alla corte centrale, si distingue in una parte “nobile”, con ampi saloni decorati prospettanti verso il fiume Adda, ed una parte “colonica” su cui si apre l’accesso con portale ad arco.
Guarda l’edificio prima e dopo gli interventi di ristrutturazione spostando il cursore a destra e sinistra dell’immagine.
Prospetto Sud
Prospetto Est e Corte
Sala Musica
Particolare del medaglione con figure ritrovato (in buono stato rispetto alla maggior parte degli altri affreschi).
Sala delle Feste
Fase di restauro. Dopo un minuzioso intervento di discialbo sono stati riportati alla luce gli antichi dipinti.
Arte e affreschi
Il risultato finale è stato ottenuto dopo un’accurata ricerca dei colori e delle forme originali.
Guarda i video
La storia del Palazzo
Festa inaugurazione del Palazzo








